Una panoramica sui trend IT del 2020 e 2021 e le previsioni per i prossimi anni. Su quali paradigmi e tecnologie investiranno le aziende nel 2021? Cosa cambierà con l’arrivo del pacchetto di aiuti Next Generation EU?

Trend informatica 2020: gli effetti della pandemia sugli investimenti nell’Information Technology

Se il 2020 sarà ricordato come l’anno dello scoppio della pandemia da COVID-19, il 2021 è invece l’anno del rilancio economico: la ripresa, affidata nell’area euro alla distruzione dei fondi del Next Generation EU, interesserà gli attori economici che più hanno sofferto dalle chiusure e dalla stagnazione economica, ma non solo. L’Unione Europea, già con il progetto Horizon e ora con il piano di aiuti post pandemia, ha definito chiaramente quali sono i suoi obiettivi: una svolta green per quel che riguarda l’economia e il settore energetico e il processo di digitalizzazione, sia in campo privato che pubblico.

Gli investimenti in information technology saranno quindi al centro delle politiche degli stati membri: ma quali saranno i trend IT dei prossimi anni? Prima di analizzare le strategie e i fondi europei per i prossimi anni, partiamo innanzitutto dagli investimenti fatti nel 2020 per capire dove si sono focalizzati gli sforzi delle aziende e per comprendere meglio l’impatto che la pandemia ha avuto sui reparti IT.

Smart working

La pandemia e l’imposizione del lavoro da remoto ha senz’altro spinto molte aziende a investire in soluzioni informatiche per permettere ai propri dipendenti di lavorare da casa in maniera agile ed efficiente. Molte aziende si sono trovate totalmente sprovviste, in primis di materiale consono al lavoro da casa: per questo motivo, tra le prime voci di spesa, troviamo l’acquisto di laptop e hardware di diverso tipo. Seconda voce di spesa sono invece i software e gli strumenti di collaboration, come gli applicativi per la condivisione dei documenti e, infine, tutti gli strumenti legati alla sicurezza, per prevenire eventuali attacchi hacker e per assicurare l’integrità e la consistenza delle informazioni.

La “nuova normalità” dovrà comunque tenere conto dello smart working e considerarlo come parte integrante della vita lavorativa di milioni di dipendenti. Mentre nella prima fase il lavoro da remoto è stato visto come un “obbligo” allo scopo di tutelare la salute, nei prossimi anni il lavoro in ufficio e da casa dovranno necessariamente coesistere. Per questo motivo, gli investimenti in strumenti informatici in grado di agevolare il lavoro smart non si fermano ma si arricchiscono e vanno oltre. Tra le tecnologie sulle quali si concentreranno gli sforzi, sono in fortissima crescita le soluzioni software per Document/Workflow Management System.

Oltre alle soluzioni per lo smart working, quali ambiti tecnologici hanno scelto le aziende nel 2020? Secondo il report di Innovation Group, società di servizi di consulenza e ricerche di mercato, le tecnologie IT sulle quali le imprese hanno rivolto maggiori sforzi economici nel 2020 sono: la Customer experience e il Cloud computing ma anche l’innovazione per lo sviluppo software (Devops e metodologia Agile); le tecnologie per i Big Data; l’automazione di processo e l’Artificial Intelligence/ Machine learning.

C’è da chiedersi se la pandemia abbia arrestato o incentivato la trasformazione digitale delle aziende italiane. Secondo la Survey, il 49% delle aziende ha effettivamente accelerato i processi di digital transformation, il 31% ha continuato seguendo i tempi prestabiliti, mentre solo il 2% riferisce di aver rallentato il processo e l’1% dichiara di aver momentaneamente arrestato i progetti pianificati. Inoltre, il 43% dei direttori IT intervistati sostiene che il budget IT per il 2021 è aumentato rispetto al 2020.

Trend IT 2021 e oltre: i paradigmi tecnologici

Se la pandemia non sembra aver arrestato il processo di digital transformation delle aziende, sicuramente ne ha cambiato le esigenze e quindi i trend IT. Come visto poco fa, innanzitutto ha creato l’esigenza di avvalersi di strumenti per lo smart working (Anywhere Operations), ma non solo.

Lo studio di Gartner individua i paradigmi tecnologici sui quali le aziende investiranno maggiormente nei prossimi cinque anni, seguendo le esigenze del mercato e i cambiamenti legati alla pandemia.

  • Innanzitutto, l’Internet of Behavior (IoB): questo consiste in una serie di approcci per catturare, analizzare, comprendere e monetizzare qualsiasi tipo di rappresentazione fisica o digitale di un comportamento. I dati che derivano da queste azioni sono importanti perché possono essere utilizzati per incentivare comportamenti desiderati. Facendo proprio l’esempio della pandemia, la IoB potrebbe essere utilizzata per verificare il rispetto delle misure di prevenzione al contagio sui luoghi di lavoro (es. lavaggio delle mani, distanza di sicurezza) e il rispetto dei protocolli all’interno dei diversi reparti (es. sistemi di allarme quando questi non vengono rispettati).
  • IoBIl secondo trend individuato è la Total Experience: lo scopo è la fusione dei servizi per i consumatori, per i dipendenti e per gli utilizzatori, creando una formidabile esperienza multipla in grado di avvantaggiare tutti gli attori coinvolti. È chiaro che l’obiettivo è mettere al centro l’individuo e di creare un’esperienza cucita sul suo ruolo all’interno del processo.
  • Altra tendenza è la Privacy- Enhancing Computation per la sicurezza dei dati. La necessità di trattare i dati in maniera sempre più precisa e soprattutto di proteggere i propri database dall’esterno, esprime al meglio la loro centralità: i Big Data, come visto sopra, sono fondamentali per poter migliorare continuamente i processi aziendali e proprio per questo sono una delle soluzioni tecnologiche protagoniste degli ultimi anni.
  • Distributed Cloud: la distribuzione di servizi di cloud pubblico in località diverse mentre la governance delle operazioni e l’evoluzione di questi servizi rimane di responsabilità del provider del cloud pubblico. In questo modo, i dati rimangono nella località geografica dove devono obbligatoriamente risiedere.
  • Intelligent Composable Business: incentivare e adottare il paradigma della componibilità, basata sulla modularità, autonomia, e orchestrazione è fondamentale per le aziende che vogliono poter innovare e cambiare velocemente. L’architettura IT deve quindi essere modulare e adatta al cambiamento, deve permettere un più facile accesso alle informazioni che, a loro volta, devono poter essere aggiornate grazie a nuovi insights.
  • AI Engineering: questa si occupa di includere l’intelligenza artificiale nel processo generale, basato su Devops, invece che gestirla in progetti unici e separati tra loro.

Quali sono invece le iniziative previste dai Manager IT per il 2021? Gli investimenti si focalizzano in particolare sul Security e il Risk Management, sulle strategie Cloud e Multi Cloud e sull’integrazione e l’Api management. Queste tecnologie rappresentano le voci più importanti dei trend IT e rispecchiano esattamente le esigenze delle aziende in questa fase di grande cambiamento: la riduzione dei costi nel medio e lungo periodo, maggiore agilità e flessibilità e l’esigenza di iniziare o continuare l’opera di digital transformation.

Trend IT e Next Generation EU: cosa aspettarsi dai fondi UE per la digitalizzazione

I trend IT e soprattutto la mole di investimenti risentiranno senz’altro del piano di rilancio annunciato dall’Unione Europea. Oltre ai fondi legati al programma di bilancio dell’UE 2021-2026, l’Ue ha previsto un fondo ad hoc per la ripresa post- pandemia da Covid-19, chiamato Next Generation EU. Dei 750 miliardi stanziati, da ripartire tra i paesi membri secondo diversi criteri, 209 miliardi andranno all’Italia. Quali sono i piani del nostro paese per quel che riguarda la digitalizzazione? Il governo sta discutendo proprio in questi giorni del documento da inviare a Bruxelles ossia il PNNR: Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dovrà essere presentato entro il 30 di aprile alla Commissione. Già nei mesi scorsi, erano state rese pubbliche alcune bozze del piano e, unite alle dichiarazioni pubbliche, si evince che la digitalizzazione sarà al centro del rilancio italiano sia nel pubblico che nel privato. Si parla in particolare di due filoni di investimento: la digitalizzazione della PA e l’innovazione, competitività e digitalizzazione 4.0 delle imprese. Da questo ultimo punto di vista, il mezzo principale per agevolare la spesa e l’innovazione dei privati sarà senz’altro quello degli incentivi e, al momento, è previsto un fondo di oltre 26 miliardi di euro. Di fronte a trend IT tracciati e a tecnologie estremamente performanti, resta da capire quanto il piano di rilancio sarà efficace e come le imprese decideranno di investire a seconda dei settori di appartenenza.

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