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Per la prima volta, le aziende sono più preoccupate di dover prevenire una violazione rispetto a superare un audit di conformità. A dimostrazione di questo, una ricerca globale che ha coinvolto Responsabili IT e Business Manager ha rivelato che i maggiori investimenti vengono presi in questa direzione.

Source: www.csoonline.com

  • Fino a qualche tempo fa la conformità era al primo posto negli investimenti di spesa in tema di sicurezza, posizionandosi prima di necessità quali prevenire intrusioni, proteggere la proprietà intellettuale, assicurare la sicurezza finanziaria e soddisfare le richieste e le aspettative della propria clientela. Adesso, la maggior parte degli investimenti più consistenti viene fatta per proteggere quanto più possibile la propria azienda da attacchi e violazioni informatiche. Qual è il motivo di questa deviazione di rotta? Uno degli aspetti maggiormente determinanti è senz’altro il grande numero di attacchi informatici che si sono verificati negli ultimi mesi, colpendo importanti organizzazioni private e aziende pubbliche.
  • Secondo l’indagine, negli Stati Uniti il 22% delle aziende ha dichiarato di aver avuto a che fare con una violazione di dati, mentre il 34% afferma di voler aggiornare la propria infrastruttura di sicurezza dopo aver visto i danni riportarti ai propri concorrenti. Nella maggior parte dei casi, i danni riportati non sono solo in termini di costi legali e sanzioni normative; infatti, oltre il 47% delle aziende intervistate ha dichiarato che le preoccupazioni maggiori, identificate quindi come massima priorità, sono quelle legate alla reputazione del brand e alla sua protezione da fughe di informazioni. Un altro importante cambio di paradigma riguarda il passaggio dalla necessità di proteggere il perimetro dell’infrastruttura all’introdurre sistemi di sicurezza e controllo interni, dove i dati e le informazioni vengono gestiti più da vicino; l’89% delle aziende dichiara che la propria azienda è oggi più a rischio interno ed il 56% pianifica infatti di incrementare le spese relative a mitigare minacce interne.
  • Secondo la ricerca, gli ambienti percepiti come più vulnerabili per la sicurezza di dati e informazioni sono i database per il 49% delle aziende, i file server per il 39% e gli ambienti cloud per il 36%. Un dato interessante riguarda la percezione della sicurezza negli ambienti mobile: se solo il 20% dei dati sensibili si trova e viene gestito su dispositivi mobili, oltre il 70% dei decisori IT si mostra molto preoccupato relativamente alla protezione dei device mobile. Per questo motivo in alcuni casi si rende necessario ripensare e ridefinire le proprie priorità di spesa. In termini di sicurezza, i risultati migliori si ottengono infatti destinando gli investimenti agli aspetti maggiormente vulnerabili della propria infrastruttura, costituendo una strategia di difesa ad hoc per il proprio assetto di business.
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