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Il mobile è un trend tecnologico dalla portata inarrestabile. Solo nell’ultimo trimestre dello scorso anno sono stati venduti circa 350 milioni di smartphone, con un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non è quindi un caso se il Bring Your Own Device sia ormai una pratica consolidata in moltissime realtà aziendali. Quali sono le best practice da adottare?

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  • I principali dubbi relativi alla pratica del BYOD (Bring Your Own Device), ovvero l’utilizzo dei propri dispositivi mobili sul luogo di lavoro da parte del personale, riguardano senza dubbio la sicurezza dell’intera infrastruttura IT aziendale e il rischio di perdere informazioni di business sensibili o riservate. Tuttavia, le dinamiche che regolano il BYOD sono state via via regolate e messe in sicurezza, e quindi le aziende possono trarne tutti i benefici possibili se rispettano le seguenti best practices.
  • Adottare policies efficaci – La chiarezza è un punto chiave quanto si discute dell’introduzione di pratiche di BYOD. L’azienda dovrebbe stilare un regolamento che specifichi puntualmente quali operazioni sono consentite e quali vietate nell’utilizzo dei propri dispositivi da parte del personale. Attenzione però, introducendo policy eccessivamente restrittive si corre il rischio di ottenere un risultato controproducente, con un scarso utilizzo della pratica e conseguente perdita dei vantaggi portati dal BYOD.
  • Coinvolgere il personale – Non ha senso introdurre policies e regolamenti se poi il personale non li comprende e finisce, deliberatamente o meno, per ignorarli. Prima di implementare una strategia di BYOD, è necessario coinvolgere un segmento di stakeholder per discutere modalità e standard da adottare. È fondamentale coinvolgere anche rappresentati delle risorse umane e dell’ufficio legale.
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